Avviata in azienda attività orticola A.S.B.U.C. Giulianello Dicembre 20, 2023
Avviata in azienda attività orticola

Novità in azienda!

Il Consiglio ASBUC ha deciso di avviare l’attività orticola. Con la speranza di instaurare anche collaborazioni proficue con le associazioni del territorio, con le scuole e con chi volesse partecipare a questo progetto.

Sempre seguendo la linea già intrapresa per tutti gli altri settori, abbiamo dunque piantato due varietà locali varietà locali di specie erbacee del Lazio. Queste piante sono un patrimonio culturale e biologico frutto di decine di anni o in alcuni casi, di secoli di pratiche e saperi agricoli.
Ci sono state fornite dall’ARSIAL che, con la Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15 “Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario”, si occupa di recuperare, conservare e valorizzare le varietà e le razze locali a rischio di erosione genetica, conservate e allevate dalle comunità di
agricoltori del Lazio.

Ve le presentiamo:

CAVOLO RARA DI ATINA
Brassica oleracea convar. botrys
var. cymosa (L.) Alef.
Il Cavolo Rapa di Atina (Chiav’r rapa) è una varietà locale di cavolo broccolo della Val di Comino. La produzione è sempre stata rivolta al consumo familiare, spesso accompagnata a quella dei fagioli cannellini. Era consumato in inverno, sbollentato, ripassato in padella oppure, come piatto unico insieme a un’alicetta o abbinato alle salsicce. Definito dai contadini della Val di Comino come “una pianta a metà tra il cavolo e la rapa”, veniva consumato come i broccoletti ma da questi
si distingueva per il sapore più dolce e gradevole. Il Cavolo Rapa di Atina era molto apprezzato perché richiedeva poche cure, dava un raccolto abbondante e produceva per tutto l’inverno. La pianta è molto resistente al freddo e la colorazione del fogliame può assumere sfumature rossastre nei periodi di temperatura particolarmente bassa.

CAMPAGNANO
Cynara scolimus L.
Varietà locale del noto Carciofo Romanesco del Lazio (Igp dal
2002) che dagli anni ’60 è andato scomparendo per la concorrenza esercitata sui mercati da altre cultivar più precoci. Fino ad allora, il carciofo di Campagnano è stata tra le varietà maggiormente diffuse nell’entroterra romano e può dirsi il capostipite dei carciofi che venivano storicamente prodotti in prossimità della Capitale, contribuendo a stabilire la fama del carciofo romanesco. La pianta è ampia e alta con foglie verde argento. Proprio per le sue dimensioni, ha bisogno di molto spazio per potersi sviluppare pienamente. Ha un cuore privo di peluria, ragione per cui, insieme all’assenza di spine sulle bratee esterne, viene particolarmente apprezzato. Un tempo si usava cuocerlo sotto la cenere della brace. Raccolta tra aprile e maggio.

Fonte: https://www.arsial.it/app/uploads/Varieta-locali-di-specie-Erbacee_Web.pdf